Classe seconda B, secondaria. Con un tema in classe suggerito dall’insegnante, lo scorso 23 aprile nasce l’idea di far scrivere agli allievi le loro impressioni a distanza di due mesi dall’inizio della “forzata reclusione” per l’emergenza sanitaria.

“Ci interessava – afferma il docente di italiano, Antonio Autieri – conoscere gli stati d’animo vissuti, tra l’entusiasmo iniziale per una vacanza imprevista e la graduale noia che è subentrata inesorabile nel non poter più uscire di casa. Infine con lo stabilizzarsi della situazione problematica, l’insorgere della preoccupazione, forse anche della paura. L’animo umano muta con le circostanze e la scuola non poteva essere insensibile nei confronti di quello dei suoi alunni”.

Le “verifiche” scritte sono sospese con la didattica a distanza, ma ai ragazzi non viene proposto l’ennesimo compito a casa. Nel tema in classe di fine aprile, infatti, il fine non è stato solo né soprattutto accertarsi della capacità di scrittura bensì un’occasione preziosa di riflessione da vivere insieme. Favorendo peraltro gli studenti che non amano scrivere e che di pomeriggio soffrono ancor più la costrizione di quel che sembra togliere spazio alle occupazioni preferite.

“Realizzare una sorta di unità della classe, anche se “a distanza”, ci è sembrato significativo – conclude Autieri-. Per me come docente il fatto stesso di scrutare dal monitor i ragazzi impegnati a scrivere i loro pensieri, con il volto assorto e concentrato, è stato un momento unico. Al termine ho poi selezionato, tra i tanti, alcuni estratti dei lavori consegnati dai ragazzi, dividendoli per temi”.

Famiglia, scuola, amicizie, dolore: la quarantena vista dai giovani della Frassati ha un sapore del tutto particolare, di cui proponiamo un ‘assaggio’.

La famiglia

«Prima quando si andava a scuola non stavo tanto in famiglia, ma adesso che io sono a casa tutto il giorno e a volte i miei genitori prendono le ferie la giornata prende un senso» (Tommaso)

«Prima non passavo tanto tempo con i miei genitori perché lavoravano dalla mattina alla sera e quando erano liberi guardavano i miei fratelli più piccoli, ma sono contento che adesso passiamo il tempo insieme» (Giacomo)

«Ho capito che i genitori anche se rompono lo fanno perché ci vogliono bene perché se non ci sgridassero significherebbe che non gliene importa niente di noi» (Narong)

«Sto vivendo momenti davvero fantastici con una persona per me davvero importante. Tutti i pomeriggi, dopo aver fatto i miei compiti, io e papà abbiamo uno spazio solo per noi: giochiamo in cortile, discutiamo, facciamo dei lavoretti, ci inventiamo sempre qualcosa» (Edoardo)

L’amicizia

«A me non piace molto l’amicizia a distanza perché io una persona la voglio sentirevicino quando parlo e non da un telefono (…) spero che ne usciremo presto e ritorneremo tutti insieme, e non a un metro di distanza con la mascherina e i guanti, per riabbracciarci di nuovo» (Elena).

«La cosa più importante che ho scoperto è stata che non riesco a stare senza la mia migliore amica cioè la Bea. Mi manca tantissimo: i suoi sorrisi, i suoi scherzi, i suoi sbalzi d’umore, perfino i momenti in cui si arrabbia» (Victoria)

«A me mancano i miei amici, alcuni li sento su WhatsApp… ma la scuola un po’ mi manca perche è bello andarci, così vedi i tuoi amici» (Diego)

«I miei amici mi mancano, anche se li vedo on line, ma tutti sappiamo che questo non è il modo di vivere un’amicizia» (Simone)

La scuola

«I nostri professori si stanno impegnando molto con noi perché usare e far funzionare tutte quelle piattaforme online sembra facile ma in realtà non lo è per niente (…) ci stanno facendo fare molte cose carine e facendo imparare molte cose nuove» (Marco)

«A me piace che in questo periodo facciamo lavori a gruppi e studiamo insieme: a me aiuta perché non sempre ho voglia di studiare ma farlo con i miei amici è più semplice. Fare le lezioni online mi piace ma in classe capivi meglio le spiegazioni dei prof» (Tommaso)

« I lavori di gruppo che propongono i professori secondo me sono molto utili perché sono un modo per sentire i miei amici e poter vederli tramite le videochiamate, visto che non posso incontrarli in nessun altro modo». (Lorenzo)

«I miei prof. mi sono stati vicino, e con le loro lezioni, le loro discussioni e con i loro compiti mi hanno aiutato a capire questa situazione e ad apprezzare le cose che davvero contano» (Edoardo)

Le scoperte

«Ho sentito molto spesso dire “mi manca la libertà”, ma cos’è la libertà? (…) Io in questi giorni ho ascoltato una canzone dei The Sun, che dice “potreste anche incatenarmi dentro una prigione, ma Dio ha già liberato la mia anima”» (Pietro)

«In questi mesi di quarantena ho imparato che non bisogna dare nulla per scontato» (Gaia)

«Noi diamo troppo poca importanza a tutto ciò per cui certe persone darebbero la vita» (Arianna)

«Ogni essere vivente di questo mondo, in fondo in fondo, ha bisogno di essere amato, senza questo amore vivrà triste per tutta la vita e non potrà mai essere felice» (Beatrice)

Il dolore, la gioia, le domande

«La cosa che più mi ha fatto male è quando ho visto la mamma piangere mentre guardava in televisione i camion militari e mi ha spiegato che a Bergamo portavano via i morti perché non c’era più posto per cremarli, e che era una grossa tragedia» (Alessandro)

«La quarantena l’ho vissuta piangendo ogni giorno e stando sempre male perché i miei cari sono stati male (…), però ho scoperto anche delle cose molto belle e positive, per esempio che mi piace giocare con mio fratello e che è bellissimo vedere mio papà tutto il giorno tutti i giorni» (Sofia)

«In questo periodo provo molte emozioni diverse: la tristezza, perché non vedo i miei amici e compagni di classe da due mesi; ma anche la gioia e la felicità perché finalmente posso passare più tempo con la mia famiglia e perché ho anche più tempo da dedicare alle mie passioni (la lettura, lo sport…) Allo stesso tempo provo anche molta paura: quante altre persone colpirà questo virus? Quante vittime ci saranno ancora? Ma soprattutto, quando finirà tutto ciò? Quando potremo tornare alla normalità?» (Matilde)

«Ma la domanda che più cresce nel mio cuore è “Dio, perché permetti che accada tutto questo?”. Lo so, è per un fatto di natura che l’uomo muore, ma ho bisogno di trovare una risposta alla mia domanda» (Caterina)

Seveso, 13 maggio 2020

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