Essenzialità, rigore e chiarezza, il professor Doninelli parla della scuola on-line

In un momento storico in cui a tutti è chiesto di tornare all’essenziale nella vita di ogni giorno - salute, cibo e relazioni familiari – anche la professione dell’insegnante si interroga sul proprio ruolo nello scenario completamente mutato in cui deve esercitarsi. Se hai la fortuna di lavorare in condizioni ottimali, come accade in Frassati, supportato da un’infrastruttura tecnologica di livello che consente la didattica e la formazione nonostante le condizioni avverse, si fa anche più acuto il bisogno di interrogarsi.

Giacomo Doninelli, giovane professore di Italiano, Storia e Geografia in due classi terze della Secondaria di primo grado, prova a individuare alcuni nodi emersi dopo le prime due settimane di sperimentazione, che già indicano segnali di cui tener conto.

“Le lezioni che proponiamo nelle videoconferenze – afferma – hanno per noi docenti un impatto soggettivo diverso rispetto alla reale presenza in aula. In video riesci a visualizzare pochi studenti alla volta, degli altri sai che sono collegati e ne intuisci la presenza, ma perdi quello sguardo unico che si ha in classe: una smorfia, un volto dubbioso, una chiacchiera col vicino di banco, una mano alzata. Se aggiungiamo che alcuni di loro hanno la webcam spenta, il quadro si complica. Ma è da qui che si parte per esplorare poi le notevoli possibilità che uno scenario siffatto ti apre, con altri risvolti molto interessanti”.  

All’interno della nuova programmazione e del calendario condiviso tra colleghi, inviato alle famiglie perché possano organizzare gli ascolti da casa, Doninelli rispetto alle consuete sedici ore d’aula gestisce ora nove ore di lezioni in modalità video, di cui sei ore con la terza A (italiano, storia e geografia) e tre ore con la terza C (storia e geografia).

A questo ha aggiunto un interessante spazio quotidiano di un’ora, dalle 12.00 alle 13.00, riservato all’incontro con i singoli alunni oppure con piccoli gruppi in base a specifici temi di apprendimento che necessitano di essere meglio approfonditi.

“Lo spazio virtuale favorisce maggiormente l’incontro ‘a tu per tu’ rispetto all’ambiente scolastico – racconta – in quanto il ragazzo si sente contemporaneamente schermato e più libero di aprirsi. I colloqui sono infatti molto positivi, davvero una bella sorpresa che l’on line riserva all’adulto”.

Gli alunni seguono le lezioni dai propri pc oppure dal tablet semplicemente cliccando sulla barra di invito alla partecipazione presente nella schermata di Microsoft Team, entrando in relazione con i compagni e l’insegnante. Che si mette in gioco in una sfida continua.

“Dobbiamo stare sull’essenziale – conclude Doninelli. Una cosa chiara in questo nuovo sistema è che devi continuamente scegliere, tra le tante informazioni che vorresti offrire, quali puoi ragionevolmente inserire nella lezione avendo 45 minuti di tempo. Per di più in una modalità che costringe alla sintesi, alla chiarezza estrema, a non perderti in troppi ragionamenti ‘a latere’ del nucleo della lezione. Vale anche per i materiali in condivisione, i compiti, i files: l’essenzialità e la facilità di comprensione, pur nel rigore del contenuto, sono requisiti imprescindibili”.

Ma l’essenzialità sulla quale i docenti della Secondaria stanno lavorando riguarda non solo la singola lezione quanto l’ambito più ampio della programmazione da attuare sino al termine dell’anno. Comunque vada, la riflessione sui contenuti fondamentali da insegnare - si pensi ad esempio alla storia - diventa il focus da affrontare per portare gli studenti nelle migliori condizioni possibili all’esame di terza media.

E’ un modo nuovo di fare scuola, che si sta delineando poco alla volta in Frassati e in cui tutti sono in gioco.

Se lo si guarda dall’altro lato dello schermo, i feedback delle famiglie sono positivi.

Seveso, 23 marzo 2020