Il miracolo del teatro

Domenica 5 maggio i ragazzi delle classi seconde hanno messo in scena tre novelle del Decamerone di Giovanni Boccaccio in una location d’eccezione: il bellissimo cortile della Rocchetta, nel Castello Sforzesco di Milano.
Questa cornice stupenda ha fatto da scenografia ad un evento davvero eccezionale. Perché quello che accade quando si fa teatro – anche se a farlo sono dei ragazzini di dodici anni, anzi a maggior ragione in questo caso – è un evento che assume i contorni di qualcosa di miracoloso. Accade, infatti, che ci si possa mettere davvero fino in fondo nei panni di un altro, capendo di più i suoi sentimenti e le sue azioni; accade che si possa utilizzare, per esprimere questi sentimenti, un linguaggio mai usato e che viene “regalato” dall’autore per descrivere la realtà; accade che ci si possa cimentare in un lavoro assai difficile (come imparare a memoria la prosa boccaccesca) e “godersi” questa fatica, la fatica di un lavoro serio e lungo un anno, in cui l’obbedienza – al testo e al regista – non è sempre semplice. Accade che si sia soddisfatti di uno spettacolo in cui ciascuno si è messo in gioco senza risparmiarsi e abbia così scoperto aspetti sconosciuti di sé.

Accade, ancora una volta, il miracolo del teatro.