Giovedì 3 Marzo Raffaella Masciadri è venuta al liceo per parlare ai ragazzi del talento e della sua esperienza nella pallacanestro. Noi di Prima quest’anno stiamo svolgendo un lavoro sul talento: siamo noi ragazzi a scegliere un personaggio che è riuscito ad eccellere in un campo della vita, grazie al suo talento. Questa volta è stata la mia compagna Giulia Capellini a scegliere di invitare una campionessa di basket, nonché capitana della nazionale italiana femminile. Anche Giulia è una cestista e ha conosciuto la Masciadri ad un torneo a Schio durante le vacanze di Natale. “Raffaella gioca nel Famila Schio, ed è venuta a premiare la mia squadra. Mi è piaciuta subito la sua disponibilità nel venirci a trovare per approfondire questo lavoro sul talento. Per me Raffaella è un esempio da seguire, sia dal punto di vista sportivo sia nella vita normale, perché è una persona umile che ha sempre voglia di lavorare per migliorare. Grazie a questa voglia è arrivata ad alti livelli.”

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Dopo averla conosciuta anch’io, confermo l’impressione di Giulia. La capitana della nazionale femminile è stata molto disponibile, ha risposto a tutte le nostre domande e ha anche discusso con un ragazzo di seconda di movimenti e dinamiche dello sport. Il tutto con estrema semplicità e professionalità.

Come quando Giulia e Claudia le hanno chiesto: “Raffaella, cos’è il talento per te? Quali sacrifici hai dovuto affrontare per ottenere questi stupefacenti risultati?”

Masciadri: Per me il talento è la capacità di sfruttare le proprie doti e metterle al servizio degli altri, non è un’abilità solo fisica.
I sacrifici non li vedo come qualcosa di negativo, anzi sono positivi: sono una conseguenza di fare sport ad alti livelli. Ne è valsa la pena e infatti sono stata ripagata con grandi emozioni. Ho dovuto fare diverse rinunce ma, per mia fortuna, quelle che mi sono costate di più sono state le gite scolastiche.

Raffaella non si è lasciata demoralizzare dai sacrifici, ma è riuscita a vederli come una conseguenza dell’impegno che metteva nel fare ciò che più amava. Un sacrificio non è quindi una rinuncia sterile, ma un’opportunità di dare il meglio di sé in quello che più appassiona. Questo è un aspetto molto comune della vita scolastica di noi studenti. Infatti spesso siamo restii a rinunciare a uno svago per concentrarci sullo studio di una materia, soprattutto se non ci piace. Le parole di Raffaella mi hanno incoraggiato ad affrontare lo studio con più entusiasmo…

Trovo che l’idea che Raffaella ha del talento sia molto ispirante: non lo riduce a una predisposizione atletica ma lo intende come una dote applicabile ad ogni ambito della vita. Di conseguenza, anche noi semplici studenti di liceo abbiamo delle qualità che ci contraddistinguono e che dobbiamo riuscire a far emergere. Secondo Raffaella, inoltre, il talento è un dono da condividere. Trovo ciò molto stimolante perché significa che anche io, nel mio piccolo, posso fare qualcosa di rilevante per me e per gli altri.
Credo di poterlo sottoscrivere per tutta la scuola: Raffaella è decisamente un esempio da seguire!

 Pietro Timaco, classe I

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