A scuola con Tolkien

Come un romanzo fantasy potrà cambiare le nostre mattinate in classe?
L’anno scolastico della terza liceo comincia nel segno del leggendario viaggio di Frodo, Sam e della “compagnia dell’anello” verso il monte Fato, per salvare le sorti del mondo.

Un lungo viaggio in un mondo sconosciuto e misterioso, per tornare a casa e riguadagnare se stessi: è questo che permette la grande letteratura. Lo ha dimostrato J.R.R. Tolkien scrivendo Il signore degli Anelli, celebre romanzo - solo apparentemente fantasy - che ha toccato il cuore di generazioni di lettori.

DA UN INCONTRO ESTIVO, UN’IPOTESI PER COMINCIARE L’ANNO
A rinnovare l’invito a incominciare questo “viaggio” è stato Luca Orlandi, classe terza, che il 21 settembre ha voluto riproporre ai compagni il contenuto di un incontro sul Signore degli Anelli a cui ha assistito durante l’estate, tenuto da Davide Prosperi  (docente universitario di biochimica e appassionato lettore di Tolkien).
La rilettura di Prosperi, condotta sulla base dell’esperienza personale ma offerta come ipotesi per tutti,  è stata una bellissima testimonianza di come un grande scrittore sia capace di far ritrovare noi stessi nelle pagine che scrive, anche se parla di nani, elfi ed orchi, anche se ri-crea un universo totalmente immaginario, per quanto coerente al suo interno. Prosperi ha saputo leggere oltre le righe del testo: il legame tra Sam e Frodo ci interroga sulla natura della vera amicizia; la titubanza di Aragorn prima della battaglia ci spinge a chiederci su cosa poggia la nostra speranza di fronte a una prova.  I grandi momenti del romanzo, in un lettore attento e sensibile, evocano le svolte decisive della vita, quelle strettoie davanti a cui tutte le “false speranze” vengono meno e siamo chiamati a decidere di fronte alla radicale alternativa tra speranza e disperazione.  La potenza del racconto di Tolkien, attraverso le parole di Prosperi, ha colpito anche Luca. Così, un incontro estivo ha generato un’intera mattinata dedicata a J.R.R. Tolkien e alla sua opera, durante la quale il video dell’incontro tenuto da Prosperi è stato proposto a tutti i ragazzi di terza. Non solo: per accedere al mondo mitico del Signore degli Anelli abbiamo voluto coinvolgere anche un’altra “guida”, Daniele Gazzoli, studente di filosofia ed esperto lettore di Tolkien, nonché ex alunno del liceo Frassati.

20150921_083758UN MONDO MITICO MA MOLTO “REALE”
Nel suo intervento, Gazzoli ha fornito gli elementi essenziali della biografia di Tolkien, rendendo conto di quel peculiare interesse che è alla base dell’intero processo mitopoietico dell’opera tolkieniana: la passione per la lingua. Senza una lingua non può nascere una mitologia, e viceversa: da questo connubio nasce Il Signore degli Anelli. Non un evanescente mondo di fantasia, in cui le cose accadono per magia: piuttosto, un universo coerente, regolato da proprie leggi, abitato da popoli, lingue e dialetti, che hanno una propria grammatica e un proprio lessico. Il processo messo in atto da Tolkien non è semplicemente immaginazione, ma “sub-creazione”: la creazione di un mondo attraverso la lingua, che dalla frammentazione è capace di ricreare l’unità originaria del cosmo. Gazzoli si è poi soffermato sulla natura drammatica e mai fino in fondo “risolta” della personalità di Frodo, che sembra l’unico, tra tutti i protagonisti della storia, a non avere un’evoluzione positiva e a non riuscire a reintegrarsi nel mondo della contea, una volta tornato a casa. E’ una drammaticità che contraddistingue l’intera opera di Tolkien, senza la quale l’avventura della compagnia dell’anello sarebbe soltanto una favoletta fantasy e non, come ci ha ricordato Prosperi, una potente metafora della vita e delle sue “chiamate”.  Come nel cuore di Frodo, anche in noi ogni giorno si combatte una battaglia tra la decisione di “portare l’anello” confidando nella compagnia che ci troviamo accanto, e la tentazione invece di cedere al desiderio di potere, alla paura, alla disperazione.frodo e sam

COME PROSEGUIRA’ IL VIAGGIO?
I ragazzi di terza hanno colto l’invito a “portare l’anello”, cioè hanno accettato la sfida di lavorare insieme su due possibili percorsi di sviluppo, in vista del prossimo Open Day. Sono stati individuati due ambiti di interesse, profondamente connessi con il lavoro sulla letteratura. Un primo gruppo di ragazzi scriverà (e poi eventualmente metterà in scena) un “finale alternativo” del Signore degli anelli; a tale ipotetico finale accenna lo stesso Tolkien scrivendo a un lettore che accusava Frodo di aver fallito nella sua missione. Su come Tolkien immaginasse un’altra fine per Frodo e Gollum non vogliamo però anticipare nulla, in attesa di vedere il risultato finale all’Open Day!
Il secondo gruppo lavorerà invece sul processo attraverso cui il “sottobosco mitico” costruito da Tolkien nel Sigmarillion (opera in cui illustra tutti i miti e le genealogie relative alla Terra di Mezzo) fa diventare credibile e concreto, se non addirittura reale, il mondo del Signore degli anelli.

Buon lavoro alla terza, dunque, custodendo sempre nel cuore il verso di Petrarca e l’augurio della grande letteratura di ogni tempo: “Conoscete in altrui quel che voi siete”!